frequently asked questions

F.A.Q.

Domande frequenti

Faq Servizi

A chi sono indirizzati i servizi di Antonio Cecere & partners?

All’imprenditore con esperienza ed al giovane in carriera.

All’imprenditore/manager con esperienza che vuole facilitare e accelerare i propri risultati aziendali con l’ausilio di un alleato in grado di leggere sia il contesto personale che aziendale.

Al giovane in carriera (imprenditore, manager o lavoratore) che vuole irrobustire le proprie skills e accelerare il proprio sviluppo personale/professionale con l’ausilio di un supporto completamente personalizzato.

Qual è l’approccio?

L’approccio di Antonio Cecere consta di un mix di strumenti tra cui il coaching, il training e la consulenza, utilizzati a seconda dell’obiettivo da raggiungere e delle preferenze del cliente stesso.

In particolare:
- il coaching permette di sviluppare il proprio potenziale al meglio; utile quando si vogliono irrobustire competenze ed esperienze già in possesso e/o si vogliono elaborare con maggiore efficacia strategie e piani d’azione; Il coaching vede la persona oltre che il professionista.

- il training è l’acquisizione di nuovi strumenti in una chiave di formazione personalizzata, di solito combinato con il coaching per renderli effettivi. Utile se si vogliono sviluppare nuove competenze.

  • La consulenza è la collaborazione e fornitura di proposte di soluzioni in base alle specifiche richieste ed esigenze, di solito utilizzata nelle fasi preliminari di analisi del contesto.

Come avviene la collaborazione?

 Attraverso un pacchetto di sessioni individuali, ovvero di incontri la cui durata e periodicità viene concordata insieme a seconda dell’obiettivo e delle specifiche esigenze. La durata di un incontro può variare da un min. di 40 min. ad un max di 2,5h, sempre precedentemente concordato.

Con quali modalità?

Le sessioni sono erogabili dal vivo presso la sede del cliente o del coach, o in altre location funzionali all’efficacia delle sessioni stesse.
L’altra modalità tipicamente utilizzata è quella della videoconferenza (es. Skype o simili). In questo caso il cliente deve assicurarsi di avere un pc con webcam e microfono, e di avere un ambiente tranquillo che permette di concentrarsi e di non essere disturbati.
Alcuni percorsi prevedono un mix delle due modalità, dal vivo e via skype, anche integrati dallo scambio di alcune mail o telefonate.

E’ possibile partecipare in gruppo?

In alcuni casi specifici è funzionale la partecipazione in piccoli gruppi, o un mix della modalità individuale con quella di gruppo, sia come trainer, come facilitatore od anche come osservatore esterno.

Su quale territorio vengono erogati i servizi?

Su tutto il territorio nazionale italiano ed anche per italiani all’estero, in lingua italiana.

Qual è la durata minima di un percorso?

Nella maggior parte dei casi si parte da un min. di n.4 sessioni. C’è comunque anche la possibilità di una sessione o consulenza in un’unica soluzione.

E’ necessario un livello di preparazione adeguato?

Assolutamente no, quello che conta è il potenziale che è sempre presente se c’è il desiderio e la convinzione di voler procedere ad un miglioramento/potenziamento. In ogni caso nel primo incontro di conoscenza ci si confronterà su qualsiasi dubbio. Puoi anche scrivermi o contattarmi per avere maggiori chiarimenti.

Sarei interessato ma come faccio se ho poco tempo?

Le tempistiche vengono concordate insieme e viene dato massimo valore al proprio tempo. Uno dei servizi principali che fornisco è proprio la gestione ottimale del tempo.

Approfondimenti sul Coaching professionale

Cos’è il Coaching?

Il coaching è una metodologia di sviluppo delle risorse e competenze guidato da un coach in partnership col cliente (coachee) che si avvale di modelli e tecniche e si sviluppa in un processo di tempi e piani di azione per il raggiungimento degli obiettivi di coaching concordati. L’essenza del buon coaching è sviluppare consapevolezza, autonomia e responsabilità.

Cosa non è Coaching?

Non è Psicoterapia.  La Psicoterapia è un sistema curativo delle sofferenze psichiche e/o di disagi esistenziali, basato sull’uso di mezzi psicologici e condotto secondo gli approcci su cui si fondano le diverse scuole abilitanti alla professione di psicoterapeuta. (fonte Treccani, riadattata)

Non è Counseling . Il Counseling professionale è un’attività il cui obiettivo è il miglioramento della qualità di vita del cliente, sostenendo i suoi punti di forza e le sue capacità di autodeterminazione. Il counseling offre uno spazio di ascolto e di riflessione, nel quale esplorare difficoltà relative  a processi evolutivi, fasi di transizione e stati di crisi e rinforzare capacità di scelta o di cambiamento. E’ un intervento che utilizza varie metodologie mutuate da diversi orientamenti teorici. Si rivolge al singolo, alle famiglie, a gruppi e istituzioni. Il counseling può essere erogato in vari ambiti, quali privato, sociale, scolastico, sanitario, aziendale. (http://www.assocounseling.it/utenti/definizione-counseling.asp)

Non è Consulenza. La Consulenza è la professione di un consulente, ovvero una persona che, avendo un’accertata qualifica in una materia, consiglia e assiste il proprio committente nello svolgimento di cure, atti, pratiche o progetti fornendo o implementando informazioni, pareri o soluzioni attraverso il proprio know how e le proprie capacità di problem solving.

Non è Mentoring. Il Mentoring è una metodologia di formazione che fa riferimento a una relazione (formale o informale) uno a uno tra un soggetto con più esperienza (seniormentor) e uno con meno esperienza (juniormenteeprotégé), cioè un allievo, al fine di far sviluppare a quest’ultimo competenze in ambito formativo, lavorativo e sociale e di sviluppare autostima, a livello educativo-scolastico, per un reinserimento sociale.

A chi è rivolto il Coaching?

Il cliente nel coaching è una persona o una organizzazione che vuole raggiungere un livello di performance maggiore, o aumentare le competenze o la soddisfazione nel proprio lavoro in tempi rapidi. per un progetto specifico o per preparare la gestione di altre persone.
A volte c’è mancanza di chiarezza delle scelte da fare oppure c’è bisogno di riequilibrare il tempo dedicato al lavoro rispetto alla vita privata o superare periodi di stress. In altri casi c’è un bisogno di gestire in modo più organizzato la propria attività o affrontare fasi di cambiamento o ancora migliorare le capacità di relazione e favorire l’auto-efficacia.

Quando capisco se mi serve un coach? 

Quando hai in mente un obiettivo ma per qualche motivo le tue risorse personali sono momentaneamente “non disponibili”. Chiediti se sei favorevole e flessibile ad attuare cambiamenti reali nel tuo lavoro o nella tua vita e sei disposto a confrontarti, ampliare le prospettive e dedicare del tempo per promuovere un auto sviluppo personale.

Che benefici ne ricavo?

La metodologia del coaching promuove l’auto sviluppo poiché permette di mettere a fuoco con responsabilità e consapevolezza gli obiettivi da raggiunge e le scelte da effettuare seguendo una strategia e un piano di azione.

Come si svolge un percorso di coaching? Quanto dura?

Si comincia con un colloquio personale per stabilire i risultati che si vogliono raggiungere e definire le finalità del rapporto e le priorità delle azioni dopo aver esaminato attentamente la realtà e le opzioni disponibili. Le sessioni possono avvenire in presenza oppure per telefono o con sistemi audiovisivi a distanza e la durata della sessione viene concordata in un minimo di un’ora e massimo due ore. La durata della relazione di coaching varia a seconda delle esigenze della persona o dell’organizzazione a seconda del tipo di obiettivi che si vuole raggiungere, la frequenza delle sessioni e la disponibilità finanziaria disponibile. Col coaching si lavora nel presente verso la meta desiderata. Il cliente sceglie l’argomento della conversazione (focus) e il coach lo ascolta ponendo osservazioni e domande efficaci che portano il cliente verso una maggiore pro attività.

Il coaching arriva dall’America?

Il coaching nasce negli anni ’70, dalle teorie di Timothy Gallwey, allenatore della squadra di tennis dell’Università di Harvard. Il suo libro “The Inner Game”, nasce dall’analisi secondo cui la capacità di giocare al meglio dei suoi studenti di tennis, dipende dall’avere potenzialità ed interferenze. Gallwey sostiene che le sfide dell’esistenza si combattano contemporaneamente in due aree: quella esteriore e quella della mente, in cui sconfiggere quotidianamente ostacoli che noi stessi ci creiamo limitando lo sviluppo del nostro pieno potenziale.

Come arriva il coaching in Italia?

A portare il coaching in Europa e a permetterne quindi la diffusione anche in Italia, è stato negli anni ‘80 John Whitmore, ex pilota automobilistico e successivamente psicologo dello sport. Whitmore ha introdotto il coaching nel mondo del business e della carriera professionale, quale metodo in grado di fornire un alto livello di consapevolezza e responsabilità personale, fondamentali per aumentare il proprio livello di performance.

Perché oggi si parla tanto di coaching?

Nell’epoca del tempo esponenziale e dei rapidi cambiamenti, persone e aziende necessitano di crescita ed eccellenza. La logica dell’adattamento a regole sociali e aziendali prestabilite e fisse viene soppiantata dal dinamismo e dall’urgenza di una sempre maggiore responsabilizzazione da parte del singolo individuo. Il coaching abitua le persone a pensare in modo autonomo, e questa autonomia consente lo sviluppo e l’allenamento delle potenzialità individuali a favore di una crescita comunitaria ed aziendale. La nostra evoluzione ci chiede di formarci e migliorarci non solo a livello tecnico in ambito professionale ma anche a livello personale sviluppando competenze relazionali ed emozionali. Il coaching allena in questo processo di miglioramento costante mantenendo in equilibrio sapere, saper fare e saper essere.



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